venerdì 22 maggio 2015

Una filastrocca in inglese per i più piccini …

If you’re happy and you know it …

(Se sei felice e tu lo sai …)

If you’re happy and you know it, clap your hands (clap clap) 
If you’re happy and you know it, clap your hands (clap clap) 
If you’re happy and you know it, then your face will surely show it 
If you’re happy and you know it, clap your hands. (clap clap) 

If you’re happy and you know it, stomp your feet (stomp stomp) 
If you’re happy and you know it, stomp your feet (stomp stomp) 
If you’re happy and you know it, then your face will surely show it 
If you’re happy and you know it, stomp your feet. (stomp stomp)

If you’re happy and you know it, shout “Hurray!” (hoo-ray!) 
If you’re happy and you know it, shout “Hurray!” (hoo-ray!) 
If you’re happy and you know it, then your face will surely show it 
If you’re happy and you know it, shout “Hurray!” (hoo-ray!)

If you’re happy and you know it, do all three (clap-clap, stomp-stomp, hoo-ray!) 
If you’re happy and you know it, do all three (clap-clap, stomp-stomp, hoo-ray!) 
If you’re happy and you know it, then your face will surely show it 
If you’re happy and you know it, do all three. (clap-clap, stomp-stomp, hoo-ray!)

Se vuoi imparare i gesti e divertiti con i tuoi bimbi puoi goderti il video di YouTube:
https://www.youtube.com/watch?v=FrsM9WggCdo 
La ninna nanna in inglese

Abbiamo già parlato di quanto sia utile insegnare l’inglese attraverso l’uso delle canzoni, un’altra tecnica che è molto carina da utilizzare con i propri figli non solo nella prima infanzia, è la NINNA NANNA in inglese o la CANZONE DELLE BUONA NOTTE, per i più grandini, per farli addormentare con il sorriso. Molti studiosi del sonno dicono che nella fare prima del sonno (prima della fase rem), il bimbo sia più soggetto ad assorbire nuove informazioni e a ricordarle poi al suo risveglio. Questo perché ciò che sente viene da lui associato ad un evento positivo e piacevole come il momento della nanna o un bel sogno.


L’inglese aiuta i piccoli a comunicare nel mondo e con il mondo!

Nel mondo sono parlate più di 300 lingue diverse e se una persona che conosce solamente la sua facesse un viaggio intorno al mondo non riuscirebbe a comunicare con tutte le persone che incontra e sorgerebbe appunto, il problema dell’incomunicabilità umana, che è tutt'ora affrontato da molti studiosi tra cui numerosi psicologi, in tutto il mondo. Ma come possiamo evitare ciò? Molto importante allora è rendere universale una o più lingue affinché tutti gli uomini ne conoscano le basi per viaggiare e comunicare con le altre culture esistenti e una di queste è l’INGLESE! Ecco allora perché diventa importante, anzi molto importante, insegnare l’inglese anche a partire dalla prima infanzia che è un’età molto particolare dello sviluppo, un’età n cui il piccolo inizia ad essere autonomo, è curioso e si diverte ad esplorare la realtà che lo circonda. La mente dei bambini dagli 0 ai 3 anni è perciò molto plasmabile, è flessibile e permette così al bambino di acquisire più facilmente quello che gli viene insegnato dai grandi che prende come punti di riferimento. Diversi studiosi parlano di questo aspetto dicendo che la mente del bambino è o una “TABULA RASA”, o un “FOGLIO BIANCO” (pagina bianca), oppure una “SPUGNA” che assorbe tutto ciò che viene da loro percepito. La conoscenza dell’inglese fin da piccoli permetterà a questi cuccioli d’uomo, una volta cresciuti, di poter destreggiare nel migliore dei modi la seconda lingua imparata e così potranno tranquillamente partire e girare in lungo e in largo tutto il mondo, sia per motivi personali e sia per motivi di lavoro.








La madrelingua inglese
Una persona importante che può essere chiamata nei Nidi a far parte della vita dei piccoli è la Teacher di madrelingua. Grazie al suo intervento i bambini potranno essere, per un certo numero alla settimana, direttamente in contatto con la lingua inglese, sentendo anche la pronuncia perfetta delle parole che a volte inconsapevolmente, chi non è di madrelingua storpia o pronuncia male. La madrelingua porta i bambini verso una nuova dimensione linguistica permettendo a loro di imparare in tranquillità la nuova lingua, facendo con loro numerose attività, come: giochi, balli, canti … e mettendoli davanti a molti scenari tipici delle famiglie inglesi e alle conversazioni, molto semplici che si svolgono all’interno tra la mamma e il bambino, con altri membri della famiglia, con amici o tra i diversi bambini, anche a scuola.

 
 



domenica 15 marzo 2015



Recite che aiutano ad imparare!


Da sempre penso si svolgono a fine anno o nel periodo natalizio le recite, in cui i piccoli fanno vedere ai loro genitori l'impegno che hanno messo nella loro avventura scolastica.
E...lo fanno in un modo divertente, spiritoso e giocoso al fine di attirare anche l'attenzione sia delle maestre perchè siano orgogliose e sia dei genitori che assistono come sopra detto.
Anche questa può essere un'occasione per insegnare in un modo diverso l'inglese, per esempio facendo recitare i piccoli con parole inglesi o filastrocche e canzoncine perchè tale nuova lingua diversa da quella madre gli resti maggiormente in mente e diventi parte della loro quotidianità, partendo proprio dall'ascolto della musica o di alcuni video e cartoni.
Attraverso la recita le maestre anche del nido hanno la possibilità di arricchire il patrimonio linguistico posseduto dai piccoli in modo che l'inglese cresca con loro e non diventi mai una lingua difficile da usare ma solamente un altro strumento per comunicare con ogni posto nel mondo e chi vi abita.
Forse a volte sono mal recitate. Poco professionali. Un po' sistemate alla bell'e meglio. Ma le recite di Natale rappresentano per i bambini un'occasione di crescita e un banco di prova per rafforzare la propria autostima. Da parte di alcuni genitori del nido... Si temeva che bambini così piccoli non ce la facessero a reggere l'emozione di cantare davanti ad un 'pubblico' così vasto. Vedere mio figlio entrare in scena con il faccino serio e impacciato mi ha sicuramente toccato, ma è stata questione di un attimo, perché quasi subito il suo viso si è illuminato, è andato al suo posto e ha cantato dall'inizio alla fine con il sorriso. Non è detto che, in questi casi, evitare sia meglio di affrontare; avranno tempo per combattere la timidezza e tenere a bada la sensibilità, ma perché non cominciare prima, con una semplice e banale filastrocca, invece di aspettare eventi più importanti e più carichi di tensione?
Ogni piccolo scalino, a qualsiasi età, se superato aiuta ad alimentare un autostima che, altrimenti, essendo fragile, si sgretolerebbe al minimo soffio. Invece, quando, alla fine della rappresentazione, tutti i bambini sono stati accolti da un applauso fragoroso, erano orgogliosi e fieri di aver fatto un buon lavoro, lodati dalle maestre e coccolati dai genitori. E così pian piano diventano consapevoli che anche se è difficile recitare davanti a tutti così come lo è imparare una nuova lingua da zero (inglese), alla fine si è ricompensati o con un cioccolatino, un abbraccio o la possibilità di comunicare con tutto il mondo.

martedì 27 gennaio 2015


L'ambiente influenza l'apprendimento nei piccoli.

Per molti genitori il nido è come una seconda casa e le maestre seno una seconda famiglia per i loro figli. Questo è il primo servizio con cui il bambino si trova a dover interagire ed è spesso la prima volta che viene allontanato dalla mamma e affidato ad una figura inizialmente estranea come quella dell'educatrice. e' comunque, nonostante ciò, l'ultimo servizio a nascere nel periodo fascista (metà '900), quando le donne iniziarono ad essere impegnate in ambito lavorativo, soprattutto nelle fabbriche, dove per l'appunto nacquero le prime forme di nido.
Questa premessa ci permette ad arrivare al fatto che il nido è e deve essere uno spazio organizzato in determinati modi e che possiede anche determinate caratteristiche che gli permettono di aprire la propria strada in attività innovative e creative come quella del laboratorio di lingua inglese per la prima infanzia. Perchè tutto funzioni deve esserci uno spazio abbastanza grande e proporzionato al numero di bambini resi a carico dalle educatrici e questo spazio deve essere ben definito e protetto da tutti i pericoli in cui dei piccoli cuccioli d'uomo curiosi, possono imbattersi.


Inoltre deve possedere dei servizi igenici a norma e anche a portata dei piccoli, poi un'area o una stanza notte, in cui dopo il pasto è possibile far dormire i bambini come abitudine alla loro età. Importante è anche la disponibilità di uno spazio giochi interno e di uno esterno, in cui oltre ai giochi è possibile inserire nuove e divertenti attività manuali, presenti anche alla scuola materna, come il giardinaggio, un'area archeologica con la sabbia ec ec... affinchè non si sentano in gabbia ma liberi di uscire all'aria aperta anche solamente per correre, raccogliere fiori o guardare il cielo.

In base all'ambiente in cui viene portato sarà più o meno facile per la maestra coinvolgere il bambino in attività alternative come insegnare la lingua inglese, perchè sarà anche possibile collegarlo a tutto ciò che quotidianamente circonda lo circonda al nido.

giovedì 22 gennaio 2015



L'ASCOLTO: la voce e la musica.


Un'altra attività didattica per l'insegnamento dell'inglese è l'associazione delle perole nuove ad una canzoncina orecchiabile anche per i più piccoli, oppure legare frasi sotto forma di una filastrocca da ripetere tutti insieme anche per esempio dividendo i bimbi in gruppetti, in modo da toccarne l'attenzione e la concentrazione per memorizzare ed imparare ciò che viene fatto con il gioco.

Poi anche il contatto a casa con i genitori e il suono della loro voce scatena nei bambini della prima infanzia grandi emozioni e la voglia di imitare ciò che il papà, ma soprattutto la mamma hanno detto loro così tranquillamente e in modo spensierato da sembrare una cosa così facile che comporta come risultato finale un momento di felicità.Infine unendo una voce già conosciuta dal pargolo con la musica si raggiunge un grande livello di contatto nella sua mente e nel suo animo che lo porteranno alla ricerca di una motivazione, anche se primitiva, per spingere se stesso ad imparare una cosa così bella.